IL MIO UNICO PROPOSITO PER IL 2016 E’ ESSERE PARIS HILTON.

IL MIO UNICO PROPOSITO PER IL 2016 E’ ESSERE PARIS HILTON.

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Basta, da quest’anno faccio sul serio. Voglio diventare Paris Hilton.

 


Cominciamo con una buona notizia. Le autorità astrologiche dicono che quest’anno il TORO
farà faville, perchè Saturno si è finalmente levato dalle palle.
E io, yeah, sono Toro. 

Tendenzialmente evito gli oroscopi.
Sono più propensa alla concretezza. Anyway, per amore della conoscenza, ogni tanto li leggo. E quest’anno mi danno vincitrice in soldi,
amore, lavoro e sesso. Per una volta ci voglio credere e voglio aiutarlo,
questo oroscopo. Come? Mettendoci del mio, e stilando una lista di
propositi che di buono non hanno proprio niente. Perchè per
diventare Paris Hilton un po’ stronzette bisogna esserlo, no?
Quindi: 
Indosserò di più i tacchi. Non puoi essere Paris Hilton senza una degna collezione di killer heels. La cosa mi sarebbe assolutamente vietata per via dei piedi che,
complici età e DNA, stanno passando da essere normalissimi piedi a
espressioni anatomiche dell’arte cubista e astratta. Beh, non mi
interessa. Non mi interessano calli, cipolle, alluci valghi e tutto
l’allegro inventario di bruttume che minaccia gli arti inferiori. Ho tante
di quelle scarpe che non posso pensare di dimenticarmi per sempre di una parte di loro. E una donna, diciamocelo, smette di essere donna quando smette di
comprare scarpe col tacco. Questo significa anche che….

Sarò più femminile e meno timida con
l’abbigliamento.
Che non vuol dire che inizierò a conciarmi da
escort, ma darò più valore al mio corpo e comincerò ad amarlo e a
riconoscerne i punti forti, anche con una punta di vanità. Da sempre
tendo a nascondere le mie forme sotto strati di stoffa e abiti che
assomigliano a sacchi di patate. Mi copro con maglioni oversize e
collar dress perchè mi piacciono, ovvio, e penserò sempre che la
donna sexy è colei che lascia trasparire sensualità anche se si
scopre poco (perdonami Paris) ma non posso nascondere la verità: i tubini aderenti, le
minigonne e le décolleté mi creano da sempre un certo disagio. Ma adesso
basta. Perchè ci sono donne che girano nude e non possono
permetterselo, mentre io devo farmi problemi per un centimetro di gonna in
meno? Non potrò mai essere una vera Paris Hilton se non tiro fuori le cosce.

Smetterò di inseguire un sogno,
comincerò a inseguire i soldi.
Paris Hilton è un’ereditiera e non ha certo di questi problemi. Io, che voglio essere lei, questo problema invece ce l’ho, e devo impegnarmi di brutto per farlo fuori. Ebbene sì. Questo è il cattivo
proposito che mi costa di più, perchè sono una
romanticona, una sognatrice, e ho sempre sostenuto l’idea che più
uno ci crede, più ottiene i propri obiettivi. BALLE. Cominciamo il
2016 con una sana dose di pragmatismo. A 30 anni suonati ho capito
che questa è solo una favoletta moderna. Essere freelance oggi
equivale a essere poracci domani. Il giornalismo non decolla,
l’editoria è nella merda. E’ sicuramente il mestiere più bello del
mondo, ma non si può passare una vita a chiamare “lavoro” quello
che in realtà è solo un hobby, perchè fare una cosa che ci
appassiona senza ricevere compenso è solo un passatempo. E
l’energia è preziosa. Il riconoscimento professionale passa anche
per il lato economico, e io ho tutto il diritto di avere un’indipendenza e una
felicità, senza dover ancora contare i centesimi per fare un viaggio e
rischiare la salute perchè vivo nella frustrazione che oggi va così
ma yeah, domani andrà meglio. Piedi per terra, nel 2016. 
Sperperare soldi in viaggi.
Ricollegandomi al punto precedente, i soldi fanno la felicità, perchè
i soldi ci permettono di viaggiare, coltivare le nostre passioni,
appagarci con una bella sessione di shopping, fare regali, farci
regali e, ovviamente, assomigliare a Paris Hilton. Quindi voglio fare un viaggio, un meraviglioso viaggio, che
sia lungo, intenso, completo e terapeutico. In Patagonia, nel grande
Nord o in Tibet, per esempio.

Sperperare soldi in scarpe e cose che
mi fanno stare bene arginando i sensi di colpa.
Ma voi ce la vedete Paris Hilton tormentata dal rimorso dopo aver strisciato la carta di credito da Chanel? Basta vivere con
l’idea che qualsiasi azione che mi infonde benessere debba avere un
risvolto negativo. Compro scarpe? Devo assaporare ogni molecola di
serotonina che sprigiona il mio cervello. Quindi amplierò il mio guardaroba, e
non c’è niente che mi fermerà.
Party hard come un’universitaria e
riscoprire il mio lato giovane. 
E’ vero che i 30 sono i nuovi 20?
Mah. Io mi sono assopita parecchio, mi sono data completamente alle attività
intellettuali e ho abbandonato le feste, le discoteche, il casino. Proprio io, che ogni scusa era buona per riempire la casa di gente! Beh,
l’idea è vivere i miei 30 non dico come i 20 ma come i 25, vedere
più amici, coltivare di più le relazioni, sforzarmi di ritrovare una
socialità anche un po’ ignorante. In quest’arte Paris Hilton è una vera guru.
Cazzeggiare. Sì, esatto. Che non vuol
dire stare con le mani in mano. Vuol dire piuttosto assecondare
quella parte di me che vuole svagarsi. E grazie a Dio, per me lo
svago equivale ad andare al cinema, al teatro, alla Scala, ai
concerti, ai musei, leggere leggere leggere, scrivere, bloggare,
andare sullo snowboard, portare il mio cane al parco, divorare
riviste. Paris Hilton, forse, mi suggerirebbe di mollare tutto sto bel pippone culturale per una manicure e una bella SPA, non me ne voglia. Mi impegnerò anche per quello.
Essere naturalmente magra (= basta diete). Paris Hilton è una di quelle che “Mangio quello che voglio, sono naturalmente magra“. Diventerò anche io così. La dieta voglio interromperla per
davvero. Sono una maniaca del mangiare sano, e tendo a
tenere il peso un po’ troppo sotto controllo. Quindi voglio un 2016
pieno di gelati, dolci stucchevoli, paste al forno, pizze e
hamburger di Mc Donald’s, perchè devo convincermi che sono magra di costituzione pure io e non devo impormi inutili restrizioni. Sia reintegrato il carboidrato. Amen.
EGOISMO PURO. Pensare A ME, A ME E SOLO
A ME. Paris Hilton non deve chiedere il permesso per fare quello che le pare. Questo, per me, significa smetterla di rinunciare a fare cose che mi
piacciono perchè nessuno mi segue, ma coltivare quel sottile piacere
della solitudine che ho cominciato ad assaporare da qualche anno.
Voglio cominciare ad ascoltarmi di più, a dire quello che penso a me
stessa, più che gli altri, a capire che posso stare bene davvero col
mondo soltanto se imparo ad essere più concentrata su di me. Tipo: raparmi a zero se mi va, truccarmi da Anna Piaggi se sono dell’umore, indossare capi anti-sesso (ma qui mi sto contraddicendo col secondo proposito, diamine!) 

E infine…

…mandare affanculo chi se lo merita. Non
in silenzio. Ma scandendo le lettere. Sono sicura che Paris lo fa. E non aggiungo altro.

Baci a tutte le Paris-ine.
MLG

Ps. non me ne vogliano le femministe se quest’anno ho scelto di diventare Paris Hilton e non Margherita Hack. In realtà, trovo che scegliere di essere chi si vuole sia il più grosso passo verso l’autorealizzazione e la felicità. E io, quest’anno, voglio sentirmi libera di essere PLATINO. Baci.

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