HAIR STYLIST O HAIR KILLER? SULL’ARTE DEL TAGLIARE I CAPELLI.

HAIR STYLIST O HAIR KILLER? SULL’ARTE DEL TAGLIARE I CAPELLI.

Ovvero: un bel taglio di capelli vale più di cento buchi di cellulite in meno.

Sin da piccola, ho dovuto imparare ad abituarmi ai cambiamenti. A causa del lavoro di mio padre, abbiamo girato l’Italia cambiando città una decina di volte (quelle che mi ricordo, per lo meno: se conto anche quelle in cui ero nella pancia della mia mamma, il numero sale).

Dovendomi abituare al cambiamento per una questione di sopravvivenza, sforzandomi anche di farmelo piacere e di trovare dei lati positivi (in effetti “cambiare” non è mai stato un problema per me, e lati positivi ce ne sono per davvero), sono dovuta anche entrare nell’ottica di cambiare scuola, giro di amici, abitudini, gruppo scout, scuola d’inglese e quant’altro.
Non l’ho mai trovato difficile.
Solo una cosa non mi è mai riuscita, e ancora oggi mi mette in crisi:
RIMPIAZZARE IL PARRUCCHIERE.

Edward Mani di Forbice

Trovare il parrucchiere perfetto, a mio avviso, è come scovare il famigerato paio di jeans che calza a pennello: non dico che sia impossibile (mi sforzo di non essere fatalista per non coinvolgere anche voi nell’aura di negatività che mi avvolge da due giorni a questa parte), ma è dura, molto dura, e se lo trovi non ti ci stacchi più. Solo che il jeans, se lo provi e non ti sta bene, lo rimetti a posto, saluti la commessa e ciao, il parrucchiere, per trovarlo, devi provarlo… e provare vuol dire tagliare, ZAC. E ZAC (non Efron, purtroppo) (pessima battuta per risollevare il tono da tragedia greca che sta prendendo il post) significa che si deve procedere ad un cambiamento semi – permanente.
Sono sempre stata pseudo – diplomatica nei confronti dei parrucchieri e dell’hair style in generale. Da adolescente, del resto, ho avuto capelli improbabili, tinture più simili a secchiate di vernice che altro, tagli corti, lunghi, asimmetrici… insomma, ero una che coi capelli si divertiva. Un giorno litigai furiosamente col mio ex-ragazzo, uscii di casa e andai a tagliarmi i capelli cortissimi. Li avevo lunghissimi, avevo impiegato mesi per farmeli crescere, e nel giro di un’ora non c’erano più. Così, senza pensarci.

Carey Mulligan

Con l’età che avanzava ho perso questo lato sperimentatore e ho optato per un look da Santa Maria Goretti condito, a intervalli, da frange più o meno corte. 

Rory

Una cosa ho sempre odiato, però.

I CAPELLI SCALATI.

Purtroppo i parrucchieri, stando alla mia esperienza, adorano scalare i capelli. Forse, e li capisco, la gioia della scalatura deriva dall’utilizzo di quella bellissima forbice dentata che si passa sulle ciocche arrotolate. Oppure odiano le noiose come me, che certo non li aiutano a tirare fuori il loro lato artistico (e i parrucchieri si sentono mooooolto artisti… in alcuni casi, per carità, lo sono di certo).
Insomma, qualche motivo deve pur esserci se i parrucchieri si inventano solo tagli scalati per i capelli medio – lunghi. A me, invece, i capelli piacciono pari. Se dico a un parrucchiere che voglio i capelli pari, puntualmente esco dal salone con la scalatura. Ci deve essere qualche problema di fondo se chiedo un taglio PARI, netto, con le lunghezze tutte uguali, e invece mi ritrovo in testa un taglio che mi fa assomigliare a un fungo porcino.

Jennifer Aniston

Fatto sta che l’ultima gita dal parrucchiere si è rivelata disastrosa, relegandomi nella disperazione più totale (non esagero: un taglio di capelli sbagliato, per una ragazza, è una piaga molto peggiore della cellulite… e la cellulite, una volta che fa la sua comparsa, è difficile da mandar via… i capelli, tutt’al più, ci mettono tempo per ricrescere).

Non me ne vogliano gli hair stylist che leggeranno questo post, se mai ce ne fossero, perchè io li rispetto. Nel profondo rispetto che nutro per loro, però, li temo. Li temo assai. 
Il risultato? Dal parrucchiere ci vado poco, quasi mai. Quando ci vado, voglio uscire felice, ma questo accade una volta su dieci. Per riparare al danno del capello che sembra sia stato tagliato da uno scimpanzè in amore, ho fatto una gita da Acqua e Sapone che mi è costata quasi 40 euro, perchè ho acquistato prodotti mai usati prima (spuma, lacca, shampoo + balsamo extra volumizzante, spazzola per brushing e un lucidalabbra per tirarmi su di morale).

Morale della favola? Sai come entri, non sai come esci.

Che Cesare Ragazzi sia con voi,

Madame La Gruccia.


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9 thoughts on “HAIR STYLIST O HAIR KILLER? SULL’ARTE DEL TAGLIARE I CAPELLI.”

  • Lasciamo stare, questo è proprio un tasto dolente.
    C'è proprio un problema di comunicazione oltre a tutto il resto.
    Io li vorrei sfilati, non scalati, perché secondo me c'è differenza.
    Ovvero odio per l'appunto l'effetto fungo atomico che si ottiene quando si tagliano troppo corte alcune ciocche; io vorrei ciocche di lunghezze diverse ma non tagliate con l'accetta, ma sfilzate come se la mia chioma che tende a espandersi in larghezza si prosciugasse da dentro.
    E poi vorrei un taglio un po' cool che non significa tagli improbabili simil punk de noantri da catalogo per parrucchieri.
    Persino quando porto le foto in un modo o nell'altro tutto viene ricondotto a un catalogo.
    Non so.
    Comunque anche quando andavo da parrucchieri più blasonati, sì, erano bravi, ma mai che sia uscita pensando "Wow era esattamente quello che volevo e anzi molto di più".
    Alla fine anch'io mi sto riducendo ad andarci il meno possibile col risultato che sembro una troglodita.
    Ma parrucchieri che pettinate le varie Olivia Palermo, Alexa Chung e così via, ma dove siete?
    Non potreste trasmettere un po' del vostro fluido a tutti gli altri?
    Vabbè, scusa se ho occupato tutto questo spazio ma la questione mi coinvolge molto.

    • No, hai fatto benissimo a scrivere tutto questo. Mi sento meno sola 🙂 Perchè la questione della comunicazione tra cliente – hair stylist va risolta. Non so come, francamente (visto che più che parlare italiano o portare una foto non saprei cosa fare!!), ma in qualche modo bisogna fare. Ho sviluppato una teoria: che i parrucchieri che ti tirano fuori il catalogo non sono dei bravi parrucchieri. Forse è meglio se attingono al loro estro piuttosto che a immagini fighissime a cui ci fanno credere che assomiglieremo, ma che poi puntualmente non c'entriamo un ca…volo.
      Che poi le cose più semplici sono quelle che riescono di meno.
      Ora va di moda lo shatush, e allora tutti quanti vogliono appioppare lo shatush. Se io voglio il capello a tenda, ti pago fior fior di quattrini ma voglio tornare a casa non dico saltellando, ma almeno un po' felice.
      Che piaga 🙁

  • Condivido appieno entrambi i post perché sono stata per giorni e giorni a spulciare foto di tagli papabili che potessero adattarsi al mio viso e quando finalmente ne avevo trovato uno, prenoto tutta contenta (ma già pentita due minuti dopo aver chiamato), vado e mi ritrovo con un look mix tra un fungo atomico e un uomo delle caverne, con un taglio scalato (fra l'altro male, perché da una parte è più corto rispetto all'altra). Pure io avevo chiesto un taglio sfilzato, i miei capelli sono ricci e più li scali, più diventano una cosa inguardabile, invece sfilzato mi avrebbe reso la massa meno folta e più guardabile. Fra l'altro avevo esplicitamente richiesto di non toccare la lunghezza, che ci avevo messo anni a farli crescere lunghi e chiaramente me li sono ritrovati un bel 10 cm più corti. Io e i parrucchieri NON siamo una cosa sola, non vado praticamente mai e c'è un perché, specialmente perché NON sanno tagliare i capelli ricci!!!!

    • La scalatura simmetrica è un miraggio… c'è sempre qualche ciuffo più lungo, altri che se ne vanno dove vogliono, e più scali più l'effetto fungo è dietro l'angolo… vogliamo parlare di quando i parrucchieri scalano non solo il davanti, ma tutta la capigliatura, creando quell'odioso effetto "doppio taglio" ?
      Sono amareggiata.
      Non parliamo di lunghezze poi… per loro un dito sono tutta la mano 🙁

  • Io ho trovato la pace.
    Ho trovato il mio parrucchiere di fiducia e lo amo anche se lui mi odia, lo amo così tanto che anche adesso che vivo a Milano torno in Romagna solo per lui (e per la laurea, e per Patrick Wolf, e per gli Xiu Xiu… ok, avevo un po' di cose da fare a questo giro, ciò non toglie che lo amo. E che lui mi odia.)
    Sono l'eterno rimpianto di Fabbbio. Ogni volta arrivo lì, mi dice che ho un visino che si presterebbe a qualsiasi taglio corto un po' ''particolare'' (e quando un parrucchiere dice particolare è bene correre via velocissimi) e ogni volta gli strappo le ali e gli dico di tagliare come sempre.
    Come sempre vuol dire come carey mullingan (qualcosa mi dice che ho sbagliato a scrivere questo nome. pazienza, ho le dita pigre e non riesco a scrollare tutto il post) con la frangia un po' più lunga. Lui vorrebbe fare quelle cose asimmetriche, quelle cose bellissime che ''un po' di diffusore la mattina e via, non immagini che risultato'' e io voglio solo una cosa che non richiede cura.
    Fabbbio però non approva. Una volta al massimo dell'afflizione ha buttato lì un ''ma non puoi venire da me per una cosa così semplice, questo te lo fa anche un barbiere!''

    E insomma, niente.
    Aspetto sempre il giorno in cui mi addormenterò e lui farà di testa sua, so che succederà.

    • Però vedi? lui vorrebbe farti qualcosa di diverso, vorrebbe rivoluzionarti, vorrebbe dare mano alla sua arte repressa… ma non lo fa perchè ti rispetta in quanto cliente! ah, ce ne fossero di più di parrucchieri così…sarei pronta anche io a fare la traversata dell'Italia se trovassi quello che risponde perfettamente ai miei gusti e alle mie esigenze…
      ..per ora continuiamo la ricerca :

  • Ahahahahahahhaha Sto condividendo con degli amici la foto di olivia Palermo e la ramazza verde….ahaahah sto morendo….mitica! Rido perché mia madre ha lo stesso identico problema, li vuole solo pari e puntualmente la parrucchiera…zan! Fa la scalatuara tipo cane alla enzo paolo turchi negli 80.
    Purtroppo anche io ho avuto problemi simili con tutti i parrucchieri che non sono quello mio storico "ufficiale" e con cui ho stretto un grande legame di amicizia…e vi basti sapere che a volte ho fatto più di 40 km pur di raggiungerlo e farmeli toccare solo da lui che riesce a interpretare le mie necessità e ciò che desidero. In casi estremi me li sono fatti tagliare da altri e non vi dico il risultato disastroso…le leggere stempiature da alleggerire con il tagliacapelli erano diventate delle fosse delle Marianne! -.-"
    Ovviamente con quei tagli orribili sono stato prontamente immortalato in eventi importanti (dove faccio di tutto per non essere fotografato!)…giusto per farsi una pubblicità oscena! ahahahah

    • oddio… l'immagine di Enzo Paolo Turchi mi ha fatto ridere per dieci minuti buoni di seguito ;D …rende benissimo l'idea di "pasticcio" con la scalatura. Poi ovvio, queste stragi di capelli capitano sempre quando non devono capitare! …è una ricerca ardua, ma il tuo post e quello di Ottavia mi hanno acceso una speranza…… 😉

  • che meraviglia questo post!
    stavo giusto cercando tutorial su come fare un buono "sfilato-fai-da-te" e mi sono imbattuta in te e nelle risposte…

    ecco, scampato l'incubo parrucchiere 3 mesi fa, voleva tagliarmi le mie chiome (lunghe oltre le scapole) perchè "cara, a 30 anni non puoi avere capelli così lunghi" (dal quale sono uscita con uno sfilato bellissimo) a un incubo… in un tranquillo pomeriggio con mamma, hennè e "diamo una spuntatina di un cm per togliere le punte rovinate?" ecco.
    ho 20 cm di capelli in meno, sono tutti pari e se mi avessero rotto un dito mi sentirei meno distrutta (un ossicino si riaggiusta in un mese, 20 cm impiegano almeno un anno, se non due per ricrescere!!)

    un taglio netto, una sforbiciata e, nonostante il righello alla mano testimoniasse lo scempio, l'ostinazione nel dirmi che "si tratta solo di pochi centimetri"
    :'(

    ahhhhhhhhhhhhh 😐

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